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# Uno studente segnala un problema: cosa succede

> La procedura passo per passo: chi prende in carico, entro quanto, cosa si guarda per primo, quando si escala e a chi.

Questa è la procedura, non il principio. Vale dal momento in cui una segnalazione entra fino al momento in cui viene chiusa. Se sei nuovo: leggila una volta intera prima di gestire il tuo primo caso, poi tienila aperta durante.

## Da dove arrivano le segnalazioni

Sono quattro strade, e vanno tutte nella stessa coda. Non esiste una coda "importante" e una "minore".

| Strada | Chi la genera | Trappola |
| - | - | - |
| Messaggio diretto della persona che assistiamo | studente o cliente | arriva al singolo, non alla squadra: se chi lo riceve non lo riporta, non esiste |
| Thread del cliente nel canale del team | chiunque nel team | si perde fra i messaggi se non viene nominato un proprietario |
| Riepilogo automatico delle conversazioni aperte | il sistema | **il più pericoloso**: arriva puntuale ogni giorno, e proprio per questo si smette di leggerlo |
| Monitoraggio periodico | chi presidia i numeri | vede il degrado prima della lamentela, ma solo se qualcuno guarda davvero |

<Warning>
  **L'avviso automatico non è una presa in carico.** Un riepilogo che elenca dieci conversazioni aperte ha fatto il suo lavoro; il lavoro che manca è che una persona scriva il proprio nome accanto a ognuna. Finché quel nome non c'è, la segnalazione è **ricevuta ma non presa**, e resta ferma per giorni senza che nessuno se ne accorga — perché formalmente l'avviso c'era.
</Warning>

## La procedura

<Steps>
  <Step title="1. Metti un nome e manda la ricevuta — entro 4 ore lavorative">
    Due gesti, sempre insieme.

    **Il nome:** una persona sola prende il caso. Non è chi lo risolverà per forza, è chi risponde di farlo avanzare. Va scritto nel thread del cliente, per esteso.

    **La ricevuta:** un messaggio a chi ha segnalato che dice tre cose e basta — ho letto, me ne occupo io, ti aggiorno entro *\[momento preciso]*. Non serve avere la soluzione per mandarla, e non va rimandata finché non ce l'hai: è esattamente l'attesa che genera la seconda segnalazione arrabbiata.

    <Note>Il riferimento operativo è **risposta entro 4 ore lavorative**, lo stesso standard del delivery. Vale per la ricevuta, non per la soluzione.</Note>
  </Step>

  <Step title="2. Rendi il caso riproducibile">
    Senza un caso concreto non si diagnostica, si tira a indovinare. Prima di aprire qualsiasi pannello, ottieni queste cinque risposte:

    1. **Cosa doveva succedere** secondo chi segnala.
    2. **Cosa è successo davvero** — testo esatto, screenshot, non il riassunto.
    3. **Su quale unità e in quali date**, se il caso riguarda una prenotazione o un soggiorno.
    4. **Su quale canale** è avvenuto lo scambio.
    5. **Quando è stata l'ultima volta che funzionava**, se è mai funzionato.

    L'ultima domanda è quella che il team salta più spesso ed è la più utile: separa "non ha mai funzionato" (quasi sempre configurazione mai completata) da "ha smesso di funzionare" (quasi sempre qualcosa è cambiato, e sapere *quando* dice *cosa*).

    <Warning>
      Se chi segnala non risponde, **non riempire i buchi con una ricostruzione plausibile**. Un caso ricostruito a memoria porta a diagnosticare un problema che non è quello reale, e a dichiararlo risolto senza averlo mai toccato.
    </Warning>
  </Step>

  <Step title="3. Classifica la gravità — decide i tempi, non l'ordine di arrivo">
    | Gravità | Riconoscila da | Primo aggiornamento | Ritmo mentre è aperta |
    | - | - | - | - |
    | **Bloccante** | un ospite non entra, non paga, o non riceve risposta adesso | subito, prima di tutto il resto | ogni poche ore finché non rientra |
    | **Degrado** | funziona ma male o a intermittenza; il cliente sta rimediando a mano | entro la giornata lavorativa | ogni giorno lavorativo |
    | **Fastidio** | infastidisce, non blocca nulla | entro 4 ore lavorative | ogni due giorni lavorativi |
    | **Domanda** | non è un guasto: è una cosa che non si sa fare | entro 4 ore lavorative | si chiude nello stesso giro |

    Una segnalazione bloccante ha la precedenza su qualunque cosa tu stia facendo, incluse le altre segnalazioni arrivate prima.
  </Step>

  <Step title="4. Il primo controllo — sempre nello stesso ordine">
    Non partire dal punto che ti incuriosisce di più. Parti dal più economico da escludere.

    1. **L'ospite è servito adesso?** Se un ospite è in mezzo al problema, sistemalo a mano *prima* di diagnosticare. La diagnosi può aspettare venti minuti; una persona chiusa fuori no.
    2. **Il collegamento fra i sistemi è vivo?** Un collegamento caduto spiega da solo la maggior parte dei sintomi "strani", e si controlla in un minuto.
    3. **La configurazione è quella prevista?** Confrontala con la checklist di verifica finale dell'onboarding, punto per punto. La maggioranza dei "non funziona" muore qui.
    4. **Il dato di partenza esiste?** Molte funzioni non falliscono: girano a vuoto perché ciò su cui dovevano lavorare non è mai stato caricato. Non danno errore, danno un risultato vuoto.

    Solo se tutti e quattro passano hai davanti un caso che vale la diagnosi tecnica: applica allora le [cinque mosse del metodo](/troubleshooting/metodo).
  </Step>

  <Step title="5. Stabilisci di chi è il problema, con una prova">
    A questo punto devi rispondere a una domanda sola: è configurazione o è un difetto del sistema? Non rispondere a intuito — la procedura per deciderlo con una prova è in [Nostro o suo?](/manutenzione/nostro-o-suo).
  </Step>

  <Step title="6. Escala quando ricorre una delle due condizioni">
    Si escala per un motivo, non per stanchezza. Le condizioni sono due, e basta una:

    * **è scaduto il tempo** previsto dalla gravità e non hai ancora *la causa* (non la soluzione: la causa);
    * **la causa è fuori dal tuo perimetro** — richiede una decisione commerciale, una spesa, un accesso che non hai, o un intervento del fornitore.

    **A chi, nell'ordine:** l'owner del verticale competente → l'account manager del cliente → la decisione go/no-go solo per i casi previsti dalla matrice di escalation. Non si saltano gradini in su, mai. Chi riceve l'escalation resta responsabile finché non la restituisce esplicitamente.

    **Come si passa un caso — quattro righe, sempre queste:**

    ```text theme={null}
    Cliente: [chi] — chi lo segue: [nome]
    Cosa succede: [sintomo osservato, non interpretato]
    Cosa ho già escluso e con quale prova: [1-3 righe]
    Cosa mi serve da te: [decisione / accesso / intervento]
    ```

    <Warning>
      Un'escalation senza la riga "cosa ho già escluso" fa ricominciare il lavoro da zero a chi la riceve. È il modo più veloce per trasformare un problema di due ore in un problema di due settimane.
    </Warning>
  </Step>

  <Step title="7. Tieni viva la segnalazione finché è aperta">
    **Nessuna segnalazione aperta può restare senza un aggiornamento oltre le 24 ore lavorative** — nemmeno quando non ci sono novità. "Nessuna novità, sto aspettando *\[cosa]*, ti aggiorno *\[quando]*" è un aggiornamento valido; il silenzio no.

    Vale anche verso l'interno: se il caso è passato a un'altra persona, chi l'ha passato controlla che sia stato ripreso. Un passaggio di consegne non confermato non è avvenuto.
  </Step>

  <Step title="8. Chiudi solo dopo la verifica">
    Prima di scrivere "risolto" servono due cose: la prova che l'effetto c'è ([Verificare il risolto](/manutenzione/verificare-il-risolto)) e la riga scritta nell'archivio interno ([Chiusura e diario](/manutenzione/chiusura-e-diario)). Se il lavoro tocca un cliente che segue un'altra persona, avvisala **prima** di chiudere ([Chi avvisare](/manutenzione/chi-avvisare)).
  </Step>
</Steps>

## Tre modi per sembrare presidiato senza esserlo

Tutti e tre superano una metrica di tempo di risposta — e per questo sono più pericolosi di un silenzio, che almeno si vede.

<AccordionGroup>
  <Accordion title="La promessa che non torna mai a chiudersi">
    «Ti aggiorno», «ci pensiamo noi», «a breve ti aggiorniamo» sono risposte legittime — ma **contano come risposta in qualunque metrica di tempo**, e su un campione misurato la maggioranza di quelle frasi non ha mai generato un secondo messaggio. Il caso sembra presidiato perché è stato risposto in fretta; non lo è, perché non è mai stato chiuso.

    Ogni volta che scrivi una di queste formule, quella frase **è** l'apertura di un impegno con un nome e una data, non una risposta a sé stante. La chiusura è **un messaggio dedicato**, mai un pensiero: «fatto, ecco l'esito» oppure «ancora in corso, ti aggiorno entro \[quando]» — vedi il passo 7 della procedura qui sopra, "Tieni viva la segnalazione finché è aperta".
  </Accordion>

  <Accordion title="Il tag che sostituisce la risposta">
    Menzionare una persona senza aggiungere testo non è un passaggio di consegne: è una notifica che arriva a chi la riceve senza dirgli cosa fare. Su un campione di gruppi misurato, nella maggioranza dei casi la persona taggata non è intervenuta e la richiesta è rimasta scoperta per **giorni**, in un caso ritaggata una seconda volta senza altro testo.

    Un tag deve **sempre accompagnare una frase** che dice cosa succede e per quando: mai un nome da solo.
  </Accordion>

  <Accordion title="Il vocale trattato come rumore di fondo">
    Un vocale con dentro una domanda precisa, anche architetturale o bloccante, può restare senza risposta perché **non è cercabile e non genera da solo un ticket**: il gruppo va avanti come se non fosse arrivato. Trascrivilo sempre (una trascrizione automatica costa pochissimo) e trattalo come qualunque altro messaggio di testo: stessa gravità, stessa procedura, stesso obbligo di chiusura.

    <Note>Misurato: i vocali non sono di per sé il collo di bottiglia del tempo di risposta — durano in mediana pochi secondi e una parte non piccola la manda il team stesso. Il collo vero è la **coda dei messaggi mai ripresi**: la stessa disciplina di questa pagina, applicata senza eccezioni al canale vocale.</Note>
  </Accordion>
</AccordionGroup>

## Se una segnalazione non l'ha presa nessuno

Succede, e va trattato come un caso a sé — non come una dimenticanza individuale.

* La coda ha **un proprietario di turno** che ogni giorno lavorativo verifica una cosa sola: che ogni voce aperta abbia un nome accanto. Non deve risolverle, deve assegnarle.
* Ogni voce senza nome viene **letta ad alta voce nel kick-off settimanale** e assegnata lì, in diretta.
* Una segnalazione ferma da più di una settimana **non si chiude in silenzio**. Si riapre il contatto con chi l'aveva mandata, riconoscendo l'attesa: chi ha scritto tre volte senza risposta ha smesso di credere che scrivere serva, ed è un danno più costoso del guasto iniziale.

<Tip>
  **Il segnale da tenere d'occhio non è quanti problemi arrivano, ma quanti hanno un nome accanto entro il primo giro.** Il primo numero misura i clienti; il secondo misura noi.
</Tip>

<CardGroup cols={2}>
  <Card title="Nostro o suo?" icon="code-compare" href="/manutenzione/nostro-o-suo">Il passo 5, in dettaglio</Card>
  <Card title="Metodo di troubleshooting" icon="wrench" href="/troubleshooting/metodo">Le cinque mosse di diagnosi</Card>
  <Card title="Supportare gli studenti" icon="headset" href="/delivery/supportare-studenti">Il playbook di supporto a volumi</Card>
  <Card title="Organigramma e ruoli" icon="sitemap" href="/delivery/organigramma-e-ruoli">Chi è l'owner di quale verticale</Card>
</CardGroup>


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