1. Segui l’ordine, non improvvisare
Ogni connessione ha un “prima” e un “dopo”: l’ordine dei passi non è arbitrario ma riflette dipendenze reali tra i componenti. Saltare un passo, anche uno che sembra minore, rompe silenziosamente ciò che viene dopo. Esempio classico: aggiungere un custom tool a Conduit senza configurare la skill corrispondente. L’agente ignora il tool o tenta un percorso nativo inaffidabile, e il problema non produce un errore visibile, il tool semplicemente non funziona.2. Verifica SEMPRE i log dell’esito reale
Quello che mostra l’interfaccia di un’app è spesso una semplificazione, o peggio, un messaggio fuorviante. I log mostrano l’esito reale. Non fidarti di ciò che l’app ti dice: fidati di ciò che i log mostrano. Controlla sempre: Vercel runtime logs, risposta grezza dell’API (spesso include il codice di errore), console del browser.3. Ogni deploy/fix deve mostrare problema + soluzione
Un errore silenzioso o un messaggio generico come “qualcosa è andato storto” non è accettabile. Ogni scenario di errore deve:- Mostrare all’utente (studente o operatore) cosa è andato storto in modo comprensibile
- Indicare come risolverlo o chi contattare
- Essere documentato nella pagina Troubleshooting corrispondente con il codice di errore e la soluzione
Se stai correggendo un bug e la soluzione non è ancora documentata, aggiungila alla pagina Troubleshooting prima di chiudere il ticket. Il prossimo a incontrare lo stesso problema potrebbe essere un account manager non tecnico.
4. Ogni tool Conduit va SEMPRE con la sua skill
Un custom tool senza skill è inutile. L’agente Conduit non sa quando usarlo, quindi o lo ignora completamente o cade su un percorso nativo che non è stato pensato per quel caso d’uso. La sequenza corretta è sempre:- Crea il tool
- Crea la skill che specifica quando e come usarlo
- Verifica che l’agente risponda correttamente a un input di test
5. Credenziali mai in chat né nei repo
Le chiavi API, i token e le password dei clienti non vanno mai in una chat (WhatsApp, Slack, email) né committate in un repository. Vanno sempre e solo nel Vault, il magazzino cifrato delle credenziali. Se uno studente ti invia una credenziale in chat, fai due cose immediatamente:- Salvala nel Vault
- Chiedi allo studente di ruotare la chiave, quella inviata in chat va considerata compromessa
6. Prima di dire “fatto”, smoke test
L’onboarding non è completo finché non hai verificato personalmente che i tre elementi chiave funzionano:- ✅ Apertura porta: il comando di apertura eseguito da Conduit aziona fisicamente la serratura
- ✅ Knowledge Base: l’agente risponde correttamente a una domanda sull’appartamento usando le informazioni della KB
- ✅ Link di pagamento: Stripe genera correttamente un link di pagamento per lo studente
7. Conosci le pagine di riferimento prima di iniziare
Ogni integrazione ha una pagina dedicata in Mattone Docs con la lista degli endpoint attivi, i codici di errore noti e le soluzioni già documentate. Prima di improvvisare una soluzione o aprire un ticket, consulta la pagina di riferimento corrispondente: spesso il problema è già stato incontrato e risolto.L’elenco completo delle integrazioni supportate con i relativi endpoint è in Repo e API di riferimento. Aggiungila ai segnalibri insieme al Catalogo MCP per avere tutto a portata di mano durante il debug.