La regola
Vale anche — anzi, soprattutto — quando l’intervento è piccolo, quando non hai finito, e quando pensi che non lo riguardi. Chi segue il cliente decide da solo se lo riguarda; tu decidi solo di dirglielo.Quando scatta
Il secondo caso è quello che salta più spesso, ed è il peggiore: un lavoro a metà è la condizione in cui il sistema si comporta in modo diverso da come chiunque se lo aspetta, e nessuno sa perché.
Come si avvisa
Nel thread di quel cliente, nel canale del team, con il nome della persona scritto per esteso.Il rovescio: se il cliente lo segui tu
L’avviso è un dovere di chi interviene, ma la copertura non è mai completa. La seconda metà della regola è tua.1
Prima di ogni conversazione con un tuo cliente, controlla cosa è cambiato
Apri l’archivio interno e leggi le voci recenti su di lui. Trenta secondi. È l’unico modo per non raccontargli una versione vecchia.
2
Se una voce tocca un tuo cliente, leggila prima della prossima conversazione con lui
Non “quando hai tempo”: prima di parlargli. Una voce del diario che nessuno legge è una voce che non è stata scritta.
3
Se qualcosa non ti torna, chiedi a chi l'ha fatto — non al cliente
Il nome di chi è intervenuto è nella riga apposta. Ricostruire con il cliente cosa gli abbiamo fatto è il modo più veloce per fargli capire che non ci parliamo.
Perché non è burocrazia
Sono due minuti per intervento, e comprano l’unica cosa che il cliente misura davvero: che chi gli parla sappia cosa è successo. Il team può sbagliare una diagnosi e recuperare. Può metterci più del previsto e recuperare. Quello da cui non si recupera facilmente è due persone della stessa squadra che gli dicono due cose diverse: da lì in poi verifica tutto, chiede conferma a più persone, e ogni interazione costa il triplo.Chiusura e diario
La riga scritta, e i cinque campi
Presa in carico
La procedura dall’inizio
Organigramma e ruoli
Chi segue cosa, e chi è il backup
Journey e cadenze
I ritmi del team e la matrice di escalation