Il ciclo è: crei il template dalla dashboard Conduit → Templates, premi Sync, lo stato passa da Pending/Received ad Approved o Rejected. Ogni giro con Meta costa ore o giorni. I quattro errori qui sotto sono quelli che fanno buttare via un giro intero.
Errore 1 — Una variabile all’inizio o alla fine del messaggio
È il rifiuto più frequente, ed è l’unico che Meta ti spiega chiaramente. Perché Meta lo vieta. Una variabile è un buco: Meta non sa cosa ci finirà dentro. Se il messaggio inizia o finisce con un buco, Meta non ha nessun testo fisso su cui giudicare se quel messaggio è legittimo — potrebbe diventare qualsiasi cosa. Vuole almeno una parola vera prima e una dopo.
Casi reali: un template di primo messaggio è stato rifiutato perché dopo “We wish you a wonderful stay!” c’era un
{{3}} rimasto lì. Lo stesso identico errore si è ripresentato su un template di pre-arrivo di un altro workspace.
Il fix è banale: aggiungi del testo dopo l’ultima variabile. Anche solo
— a presto! oppure Grazie!. Non serve riscrivere il messaggio.Attenzione:
Ciao {{1}}, come stai? è corretto, perché prima della variabile c’è la parola “Ciao”. La regola guarda il primo e l’ultimo carattere del testo, non la prima riga.Occhio anche agli spazi e agli a-capo finali: un {{3}} seguito solo da uno spazio conta come finale. Cancella gli spazi in fondo e guarda cosa resta davvero come ultimo elemento.Errore 2 — Una graffa mancante
Questo Meta non te lo dice. Il template torna indietro con:
Unknown rejection reason
e nessuna indicazione. Il campo rejection_reason è vuoto o inutile.
Caso reale: un template di alert interno rifiutato senza motivo. Nel corpo c’era scritto {{2} — una sola graffa in chiusura invece di due. Meta non riconosce la variabile, vede un carattere strano nel testo e rifiuta senza spiegare.
Il modo più veloce per controllarne uno lungo: leggi il testo cercando solo le graffe, ignorando le parole. Devono comparire sempre a coppie, {{ … }}, senza eccezioni.
Errore 3 — È il duplicato di uno che hai già
Prima di creare un template nuovo, guarda la lista di quelli che hai già approvati. Succede regolarmente di riscrivere da zero un messaggio che esiste già, e di far partire un’approvazione inutile che magari viene pure rifiutata. Caso reale: un template di primo messaggio era identico parola per parola a uno già approvato nello stesso workspace — l’unica differenza era proprio la variabile finale che lo faceva rifiutare (Errore 1). Il messaggio esisteva già e funzionava: bastava usarlo.1
Apri l'elenco dei template del workspace
Dashboard Conduit → Templates, oppure via MCP con
list_workspace_whatsapp_templates. Un workspace studente maturo ne ha facilmente otto o dieci: non li ricordi a memoria, vanno letti.2
Cerca il momento, non il testo
Non chiederti “esiste questo testo?”, chiediti “esiste già un template per questo momento?” — primo messaggio, sollecito check-in, chiamata persa, alert al team. Se il momento è già coperto, quasi sempre il template giusto è quello che c’è.
3
Se serve davvero un template nuovo, dagli un nome che dice QUANDO si usa
sollecito_guest_portal_it è un buon nome. _prova_messaggio2 non lo è: fra tre mesi nessuno saprà a cosa serve, e sarà duplicato di nuovo.Errore 4 — Le variabili doppie del copia-incolla
Questo è il più insidioso, perché sembra di aver fatto la cosa giusta. Succede così:1
Incolli un testo che contiene già le variabili
Prendi un messaggio da un documento, da una chat o da un altro workspace. Il testo contiene già
{{1}}, {{2}}, {{3}}, {{4}} scritti dentro.2
Clicchi Add variable quattro volte
Ragionamento naturale: “ci sono quattro variabili, devo dichiararle”. Sbagliato.
3
Conduit aggiunge ALTRE quattro variabili in fondo al messaggio
Quelle incollate le aveva già riconosciute da sole. I quattro click ne creano quattro nuove —
{{5}}, {{6}}, {{7}}, {{8}} — e le appende alla fine del testo.4
Sotto compaiono otto campi da compilare, e il messaggio finisce con delle variabili
Vedi i campi comparire e sembra tutto a posto. Ma il tuo testo ora termina con una variabile — che è esattamente l’Errore 1. Meta lo rifiuta.
La regola: dopo aver incollato un testo che contiene già
{{...}}, NON premere Add variable.Conduit le riconosce da sé. I campi da compilare compaiono lo stesso, in automatico. Il pulsante Add variable serve solo quando stai scrivendo il testo da zero e vuoi inserire una variabile nel punto in cui hai il cursore.- Guarda la fine del messaggio: ci sono variabili appese lì che non hai scritto tu.
- Cancellale dal testo, una per una.
- Rileggi l’ultima riga: deve finire con una parola, non con
}}. - Controlla che i campi da compilare rimasti siano tanti quante le variabili nel testo, e che ogni indice compaia una volta sola.
Come si scrive un template che passa
Questo è un template vero, approvato, di un workspace studente. Usalo come modello di forma:Valori di esempio realistici, sempre. Meta valuta il template con gli esempi che gli dai.
{{1}} = Giulio e {{2}} = https://portal.esempio.it/abc123 fanno capire il contesto. {{1}} = test, xxx, http o un campo vuoto fanno sospettare abuso e portano al rifiuto. Compila gli esempi per bene: è dieci secondi di lavoro che ti risparmia un giro di approvazione.La checklist prima di premere invio
Controlla questi sei punti su OGNI template, prima di mandarlo in approvazione
- Il testo inizia con una parola, non con una variabile
- Il testo finisce con una parola, non con una variabile (togli gli spazi in fondo e guarda)
- Ogni variabile ha due graffe da entrambi i lati:
{{1}}, mai{1}o{{1} - Il numero di variabili nel testo coincide con il numero di campi da compilare sotto
- Non esiste già un template per lo stesso momento (hai guardato la lista, non ti sei fidato della memoria)
- Ogni variabile ha un valore di esempio verosimile, non
testo vuoto
Dopo l’approvazione: la trappola del cambio numero
Come si trova: via MCP Conduit,get_workflow_resource_references elenca le risorse citate dai workflow con un campo available. Un contentSid con available: false è un template morto cablato in un workflow.
Regola operativa: ogni volta che cambia il numero WABA di un workspace, ricontrolla i template agganciati ai workflow. Non è un controllo opzionale: è la manutenzione obbligatoria di quel cambio.
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